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Giardini Urbani URBANIAHOEVE

Il fenomeno degli “orti senza casa”, cioè di orti allocati all’interno del tessuto urbano, che non appartengano a chi li coltiva, ma sono proprietà di associazioni o delle amministrazioni comunali ed assegnati a coltivatori non professionisti, nasce a Lipsia, in Germania, verso la metà del XIX secolo, con i kleingarten riservati ai bambini, ma trova il suo aspetto più interessante nei jardins ouvriers (giardini operai) francesi nati alla fine dell’Ottocento dall’attività di Monsignor Jules Lemire. La coltivazione di orti all’interno delle città era però una vera anomalia; l’orto in città divenne simbolo di una condizione sociale ed economica inferiore, un elemento di degrado paesaggistico. Oggi la considerazione sociale di questi spazi sta pian piano cambiando, l’esperienza si sta sempre più diffondendo sia nelle piccole realtà che nelle grandi metropoli, con lo scopo di favorire l’aggregazione sociale, l’impiego costruttivo del proprio tempo libero recuperando un rapporto diretto ed attivo con la terra e la natura, la trasmissione di conoscenze e tecniche naturali di coltivazione. E’ così che in Gran Bretagna troviamo oltre 1.000 Community gardens in 120 città, in Svezia i “lotti municipali” avviati all’inizio del Novecento, ad Ottawa il Children’s Garden (National Urban Design Awards, 2010), il Garteninnsbruck che vuole essere un giardino interculturale con un orto e un’area con giochi per i bimbi per favorire l’incontro e l’integrazione di stranieri e fornire opportunità per imparare la lingua. E poi l’olanda dove URBANIAHOEVE sviluppa per il Ministero dell’agricoltura olandese nuovi modelli per lo spazio pubblico a beneficio della produzione alimentare urbana e crea Foodscapes nelle città appropriandosi di zone sottoutilizzate, con tipologie urbane programmate e sovra-asfaltate. Non mancano gli esempi di casa nostra: a Pescara gli orti urbani vengono studiati nella facoltà di architettura , sono sviluppati progetti di sviluppo e scambio con altri paesi mondiali e a san donato esistino già da qualche anno…

http://urbaniahoeve.nl

http://www.studiosablone.eu

Durante l’incontro verranno proiettati materiali di videoarte Ore 21.00 Saluti iniziali Ing. Eleonora Sablone [Studio Sablone specialista in ecosostenibilità /accreditato presso il BRE (UK) e il Green Building Council (US) ] “Orti Urbani: le origini e il panorama contemporaneo” Simone D’Alessandro [Copywriter, esperto in comunicazione pubblica e ambientale, Dottore di Ricerca in Scienze Sociali presso l’Università D’Annunzio di Chieti] “ La sociologia e l’agricoltura urbana “

Interventi: Le Esperienze Internazionali

Dott. Debra Solomon [Artista e designer di food system infrastructure fondatrice di Urbaniahoeve ] “L’esperienza degli orti urbani in Olanda”

Le Esperienze Italiane

Arch. Chiara Rizzi [Presidente di Architettura Senza Frontiere – Abruzzo] “Orti urbani e cooperazione decentrata”

Arch. Alberto Ulisse [Co-fondatore di UNOAUNO_spazioArchitettura – Pescara] “Rural Urbanism: strategie urbane per gli spazi pubblici”

Arch. Giancarla Armidi [Presidente Italia Nostra sezione di Chieti] “Italia Nostra e gli orti urbani”

Dott.ssa Antonella Allegrino [Presidente Associazione Domenico Allegrino ONLUS] “Gli orti d’oro, l’esperienza a Pescara”

Dibattito Conclusioni Dott. Simone D’Alessandro

Ore 22.30 chiusura dei lavori e aperitivo.

 

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